– Siamo due ottoni d’annata, io che vi parlo, flicorno tenore classe primi novecento (ma tutti mi conoscono come bombardino), il mio amico, trombone di pochi anni più giovane e siamo subito entrati con i nostri compagni musicanti — amo definirli così perché insieme abbiamo percorso oltre mezzo secolo – a far parte del Corpo Bandistico Cassinese.

– Quanti concerti, quanti brani e per quanti anni abbiamo suonato insieme sotto la direzione del Maestro Francesco SOLIA! ll Corpo Bandistico era conosciuto ed apprezzato nel circondario per il sapiente arrangiamento del Nostro Maestro Direttore e per la sua bontà dell’interpretazione.

— Quante sere, mi ricordo, siamo rientrati dopo le due di notte al termine di una serata da ballo e poi, alle quattro e mezzo, d’estate, il mio compagno saliva, ancora mezzo addormentato, sul carro trainato dai buoi che lo portavano nelle vigne del Valdanzano dove lo attendeva una dura giomata di lavoro, sino al tramonto. Altri tempi… bei tempi poi il mio compagno se ne va, ritorna al Creatore… nel volgere di pochi anni la Banda perde la guida del suo Maestro Direttore… mancano energie nuove, risorse finanziarie… siamo negli anni del boom economico e le Bande sono ormai considerate antiquate… incalzano i juke—box, il rock & roll… in una parola la Banda si disperde e sembra finire un ciclo storico.

– Che tristezza, pensavamo, finire i nostri giorni in un armadio, ben curati dalle “nostre vedove”, avvolti in una vecchia coperta perché non ci ammaccassimo, ma muti, senza prospettive e senza possibilità di far sentire le nostre voci. Tutto il patrimonio culturale di mezzo secolo disperso, nessuno ne raccoglie l’eredità. Peccato. Un vero peccato.

– Avevamo praticamente perso ogni speranza di poter un giorno suonare ancora quando, diversi lustri dopo si insinua nella mente di un ottimista, tenace, paziente e ispirato, l’idea di ricostituire la Banda Musicale di Cassine.

– E’ pazzesco ricominciare così, dal nulla, senza nessuno dei vecchi musicanti che possa tramandare la propria esperienza, senza le vecchie partiture, a lungo ricercate nell’archivio del Comune ma ormai disperse, sembra solo un’utopia. Inizia un primo corso di solfeggio, poi un secondo e noi continuiamo a rimanere nel chiuso del nostro armadio finché un giorno… sì un giorno ci hann risvegliati dal nostro sonno, siamo stati smontati, abbondantemente lubrificati, accuratamente lucidati e in mano ai nostri nuovi compagni (che poi, destino, sono i nipoti, i figli dei nostri vecchi compagni) ricominciamo a suonare.

– Bé suonare devo ammettere che ai nostri tempi facevamo di meglio che intonare qualche nota incerta ma, diamogli tempo, sono giovani eppoi sono cocciuti e pieni di entusiasmo.

-Non vedete? Più crescono le difficoltà e più aumenta il desiderio di superarle.

– Quando abbiamo suonato la notte di Natale nella Chiesa di Santa Caterina, pochi brani, semplici arricchiti solamente dalla bella voce del cantante Tino Chiari che non ringrazieremo mai abbastanza, abbiamo capito che avremmo potuto farcela, anzi, ce l’avremmo fatta.

– Nel frattempo scopriamo che i tempi sono cambiati e ci sentiamo fuori moda con la nostra livrea di lucido ottone vicino ai saxofoni dorati, ai flauti ed alle trombe argentate e decidiamo, per non sembrare due pezzi da museo, di rifarci il trucco, un lifting come si usa dire adesso, e così ci siamo abbelliti.

– Siamo ormai ai giorni nostri, nel 1991 ci costituiamo ufficialmente, con tanto di carta stampata, in Corpo Bandistico Cassinese intitolato, non poteva essere diversamente, “Francesco Solia” in omaggio al Maestro che per tanti anni ci ha diretti e per sottolineare il recupero di una tradizione, valori genuini, uno spaccato culturale cassinese che merita di non essere disperso.

– Che emozione abbiamo provato quando, in uno dei primi servizi, dopo aver reso omaggio ai Caduti per la Patria (era il 4 novembre) sentimmo il dovere di andare a rendere omaggio, al cimitero, al nostro Maestro dei tempi andati e di far sentire la nostra voce rinata anche ai nostri compagni musicanti suonando una marcia di stile tradizionale.

– Oggi siamo una realtà anche se ancora ci sembra tutto un sogno, anzi, un sogno l’abbiamo. Chissà se in qualche vecchio armadio o polverosa soffitta riposa, muto e dimenticato magari un po’ arrugginito, qualche altro ottone o altro strumento — che, come noi, desidera ritornare ad essere quello che fu un tempo. Coraggio bassi, genis, corni, tromboni, bombardini ma anche rullanti. piatti, grancasse, risvegliatevi dal vostro sonno, unitevi a noi!!!

– Naturalmente l’appello è rivolto anche a tutti coloro che amano divertirsi … con sacrificio; le soddisfazioni ed il divertimento sono assicurate. Unitevi a noi!!!

– Sono convinto, anzi siamo convinti, che se quanto vi ho raccontato è potuto accadere il merito è della nostra straordinaria volontà di ritornare a suonare aggiunta alla indiscussa bravura e pazienza del Nostro Maestro Direttore Roberto Belotti e, forse, di qualcuno che da lassù ci ha aiutati.

di LORENZO TORNATO

Pubblicato su “Cassine – Il paese, la gente, le storie”

a cura di “RA’ FAMIJA CASSINEISA” – 1994